mercoledì 25 maggio 2016

Sinistra Italiana: interventi 2

DIRITTO DI CITTADINANZA
intervento di Antonella Festa

Le dinamiche del fenomeno migratorio in Italia stanno subendo trasformazioni da indurre a sostenere che si sia chiuso un ciclo e se ne stia aprendo un altro. Tali dinamiche sono collegate in primo luogo alle trasformazioni geo politiche e ai conflitti che investono le regioni del medio oriente e dell’Africa sub sahariana.
Nel 2014 il numero dei migranti giunti in Italia ammontavano a 170.000 persone, nel 2015 a 136.000 essendosi spostato in Grecia il grosso dei flussi.
La novità del 2015 sta nel fattore rilevante dei ricongiungimenti familiari. I dati del Ministero dell’Interno al 31 luglio 2015 rilevano che su 4.010.992 stranieri regolarmente soggiornanti, 1.205.412 sono gli stranieri presenti grazie ai ricongiungimenti. Secondo una stima della Fondazione ISMU, all’1 gennaio 2015 il numero di famiglie composte da più persone è superiore al numero di famiglie uni personali, 674.000 rispetto a 540.000.Se fino al recente passato l’immigrazione in Italia era l’esito di un progetto prevalentemente individuale e a breve termine, legato a ragioni occupazionali, oggi il nostro paese è sempre più interessato dal progressivo mutamento dei progetti migratori che assumono una dimensione decisamente familiare a cui si accompagna una tendenziale stabilizzazione sul nostro territorio.
Il ricongiungimento familiare pone quindi una sfida rilevante dal punto di vista dell’integrazione dei soggetti coinvolti, in quanto mette radicalmente in discussione ruoli, atteggiamenti, e comportamenti consolidati per giungere in un arco temporale a nuove forme di relazione in un contesto socio culturale spesso molto differente da quello dei paesi di origine.
Dal punto di vista economico-sociale, è stato ampiamente dimostrato come la condizione di emarginazione, la povertà, la ghettizzazione e la discriminazione generino sentimenti di frustrazione, diffidenza e voglia di rivalsa.
L’analisi delle condizioni di vita in cui versano molti dei giovani musulmani di seconda e terza generazione sembra fornire spiegazioni utili a comprendere il fenomeno della radicalizzazione . in effetti in diversi stati europei si registrano fenomeni di segregazione e di emarginazione della minoranza immigrata : si pensi al caso della Francia e della Gran Bretagna dove tali popolazioni si trovano concentrate in determinate zone delle maggiori città. In un simile contesto di apartheid territoriale, sociale ed etnico vive un numero assai consistente di persone di origine etnico-religiose piuttosto omogenea, costituito in gran parte da giovani immigrati di seconda e terza generazione i quali godono dei diritti di cittadinanza ma non riescono a considerarsi cittadini a pieno titolo in quanto spesso disoccupati , con un livello di istruzione piuttosto basso senza prospettive e senza concrete possibilità di poter migliorare la propria posizione socio economica.


martedì 24 maggio 2016

Sinistra Italiana: interventi

ELOGIO DELLA STORIA Breve lettura gramsciana
intervento di Lorenzo Capitani

Carissimo Delio,
mi sento un po’ stanco e non posso scriverti molto. Tu scrivimi sempre e di tutto ciò che ti interessa nella scuola. Io penso che la storia ti piace, come piaceva a me quando avevo la tua età, perché riguarda gli uomini viventi e tutto ciò che riguarda gli uomini, quanti più uomini è possibile, tutti gli uomini del mondo in quanto si uniscono tra loro in società e lavorano e lottano e migliorano se stessi non può non piacerti più di ogni altra cosa. Ma è così? Ti abbraccio.

Antonio Gramsci
[Delio era nato a Mosca nel 1924, dopo due anni vissuto a Roma con i genitori, sarà cresciuto a Mosca dalla famiglia materna]


Pur nella sua brevità, è una delle più note e intense lettere di Antonio Gramsci al figlio Delio, alle prese con i primi passi della vita scolastica di ragazzo un po’ distratto e discontinuo nei suoi interessi.
Le Lettere dal carcere, dove Gramsci trascorre gli anni dal 1926 al 1937, rappresentano ancora oggi, per il lettore non distratto, uno straordinario deposito di idee e di sentimenti, una “chiave di lettura fondamentale” per avvicinare l’insieme poderoso delle analisi proposte dai Quaderni.
Nonostante il carattere a volte privato, familiare , sorvegliato per non incappare nelle mire del censore, emerge con pienezza un tratto fortemente distintivo del pensiero di Gramsci: nella sofferenza del carcere, il leader sconfitto si viene convincendo che la sconfitta stessa, così tragica e drammatica, sia stata favorita da uno scarto di cultura politica del proletariato e soprattutto da una debolezza cronica nella conoscenza profonda dei mali antichi della storia d’Italia, in particolare delle sue forze intellettuali.
La storia, la cultura, la politica: in questo orizzonte si profila la grandezza di Antonio Gramsci, emblema vivente della duplice complessità, quella della cultura e della politica, che egli delinea all’interno di una visione assai articolata, fatta di fattori storici e psicologici.
[Da questo punto di vista le lettere “appaiono come il momento di registrazione di un’evoluzione di pensiero lungo un faticoso cammino di riflessione politica … che vede Gramsci impegnato nel duplice fronte dell’analisi e dell’indicazione degli strumenti necessari per promuovere la trasformazione civile e sociale” (Salvo Mastellone)]

sabato 21 maggio 2016

No ad una involuzione autoritaria della Costituzione

Michele Bonforte
La riforma della Costituzione che Renzi vuole imporre al paese tocca decine di articoli, e ovviamente contiene anche alcune cose positive. Ma per approvare un passo condiviso bisognerebbe ingoiarne decine decisamente indigesti. La cifra globale, insieme alla legge elettorale iper maggioritaria già in vigore, è quella di una torsione autoritaria senza precedenti. Il nemico numero uno è la sovranità elettorale: si sostituisce il Senato eletto dai cittadini con quello nominato dai partiti. Invece di eliminare il Senato, lo si mantiene in piedi per riempirlo di esponenti politici provenienti dalle regioni e dai comuni, probabilmente alla ricerca di protezione dall'attenzione dei giudici.
La possibilità di nominare i componenti della Corte Costituzionale viene consegnata di fatto al partito che conquista la Camera e le Regioni con i premi di maggioranza. Basta cioè un 30% scarso di voti per fare quello che oggi la Costituzione permette a chi rappresenta almeno il 70% degli elettori.
La stessa Camera dei Deputati diventa subordinata al Governo nell'attività legislativa, diventando di fatto una sede di mera ratifica degli atti del Governo. E qui, ancora una volta, la nuova legge elettorale peggiora di molto la situazione. Non solo perché consegna la maggioranza dei seggi a chi non ha la maggioranza fra gli elettori, ma perché permette ai partiti di scegliere con i capilista bloccati oltre l'75% dei deputati, che diventano non scelti dagli elettori ma nominati e legati da un rapporto fiduciario al segretario del partito che li ha nominati.
Si congegna così un meccanismo istituzionale adatto ad ogni avventura autoritaria, l'esatto opposto dello spirito di chi la Costituzione la fece per chiudere con il ventennio fascista.
Per questo assistiamo allibiti all'intenzione del PD sempre più manifesta di trasformare Reggio Emilia nella capitale del SI a questa riforma costituzionale. Si assiste allibiti alla violenza verso la storia di questa terra, al reclutamento coatto della memoria e dei simboli della sinistra e dell'antifascismo ad uso e consumo dell'avventurismo renziano.
Le istituzioni locali vengono irreggimentate a questo bisogno propagandistico, gli esponenti dell'ANPI attaccati perché non si piegano al diktat di Renzi.
Il comune di Reggio Emilia ha voluto giustamente ricordare il 70° anniversario del suffragio universale. Ma il convegno legato alla ricorrenza viene piegato dal sindaco Vecchi e dall'assessora Maramotti alle esigenze propagandistiche del PD di Renzi. 70 anni fa le donne conquistarono il diritto di voto. Con questa riforma della legge elettorale e della costituzione, oggi rischiano di perderlo (insieme ai maschi) per una buona quota. La ministra Boschi rappresenta questa sottrazione di libertà e non certamente la conquista del diritto di voto per tutte le donne. Altre e con ben maggiore levatura potevano presenziare il convegno, ma il PD ha inteso far coincidere, come sempre più spesso gli capita, i propri interessi elettorali con l'attività istituzionale del Comune.
Da Reggio Emilia deve partire la resistenza democratica contro l'avventurismo renziano. Il sindaco Vecchi farebbe bene a ricordare che questo governo toglie risorse ai comuni, e questa riforma della costituzione toglie poteri agli enti locali.
Noi di Sinistra Italiana lo ricordiamo bene. Non è per questo che i cittadini votarono Vecchi 2 anni fa. Di certo su questa involuzione non avrà il nostro consenso, ma il nostro più netto dissenso.

martedì 17 maggio 2016

A Reggio Emilia nasce Sinistra Italiana


Grande soddisfazione per riammissione le liste collegate a Stefano Fassina


Il Comitato esecutivo nazionale di Sinistra Italiana esprime grande soddisfazione per la decisione del Consiglio di Stato che ha  riammesso le liste collegate a Stefano Fassina alle elezioni amministrative di Roma.

La decisione ha evitato che la sinistra e una significativa aggregazione di forze civiche e sociali, che si sono raccolte attorno alla candidatura di Fassina, fossero cancellate dalla competizione elettorale per un errore puramente materiale.   
Adesso possiamo affrontare con rinnovata energia la fase conclusiva della campagna elettorale a sostegno delle candidature della sinistra a Roma e negli altri Comuni chiamati al voto.

Allo stesso tempo, bisogna rilanciare con forza il processo costituente di Sinistra Italiana, correggendo i limiti che finora si sono manifestati.
Deve essere chiaro che rispetto al progetto di Sinistra Italiana indietro non si torna.
Nei prossimi giorni sarà lanciata nazionalmente e in tutti i territori la campagna di adesione, che si svilupperà sia online sia in sedi fisiche.

Il processo costituente del nuovo soggetto deve essere rafforzato nei suoi caratteri di solidità e apertura, lavorando da subito a forme di coinvolgimento innovative delle energie civiche, politiche e sociali che si sono attivate in diverse città a sostegno delle candidature della sinistra.
Dopo il primo turno delle amministrative, sarà convocato il Comitato promotore nazionale di Sinistra Italiana, per fare il punto sull'esito elettorale, per rafforzare le strutture di coordinamento nazionali e territoriali fino al Congresso e per avviare la discussione sulle regole e sui contenuti del percorso congressuale fino alle assise di dicembre.

Sabato 25 giugno è stata indetta una giornata straordinaria di iniziative di Sinistra Italiana nelle principali piazze italiane per la campagna sul referendum costituzionale. La giornata sarà il punto culminante della mobilitazione che Sinistra Italiana, d'intesa con il Comitato del NO, sta portando avanti in queste settimane per la raccolta della firme per i referendum abrogativi sull'Italicum e per la richiesta popolare del referendum costituzionale.

Il 15 e il 16 luglio sarà invece convocata un'Assemblea programmatica aperta, con la partecipazione dei Comitati promotori locali, per definire i punti essenziali della piattaforma che sarà sottoposta alla discussione congressuale.

Il Comitato esecutivo di Sinistra Italiana